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Manuel Vilariño (1952)
La Coruña
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Filosofia e poesia sono il punto di partenza di Manuel Vilariño per creare, grazie alla tecnica fotografica, un indefinibile mondo di solitudine, silencio, e riflessione. L’artista gallego fruga nei limiti del sacro e del sublime per poter parlare dell’effimero attraverso delle metafore visuali di un’austerità e bellezza incomparabili.

Vilariño si avvicina alla fotografia negli anni ’70 e, durante questa prima tappa, si sente attratto dai temi sociali. Ma la sua curiosità illimitata presto lo porterà a sperimentare una grande varietà di effetti e tecniche che gli permetteranno arricchirsi attraverso le forme ed i colori per raggiungere composizioni astratte con una personalità seduttrice.

Nel 1983 si celebra a Ferrol la sua prima esposizione personale e a partire da quel momento non smette di crescere l’interesse per le sue opere che furono ammirate in numerose esposizioni in Galizia e, più tardi, nel resto della Spagna. Negli anni ’90, Vilariño è conosciuto anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, dove la sua visione della natura morta come un genere capace di fondere natura e cultura viene accolto con particolare interesse.

Manuel Vilariño sorprende per la sua tendenza ad elevare al rango sacro gli oggetti banali per poi negargli qualsiasi forma trascendentale. Quest’attitudine è senza dubbio il risultato dei numerosi viaggi relizzati in tutto il mondo, in particolare in India e in Etiopia. La sua proposta è alquanto personale e unisce il mondo orientale con il barocco spagnolo per esprimere l’ irrequietezza prodotta dallo scorrere del tempo sull’essere umano.

La sua totale consacrazione avviene nel 2002, quando il Centro Gallego d’Arte Contemporanea gli dedica una grande esposizione a Santiago de Compostela. Il suo tragitto è stato riconosciuto e appoggiato con premi importanti come il Nazionale di Fotografia nel 2007, anno in cui, inoltre, rappresentò la Spagna alla Biennale di Venezia.

Le fotografie di Manuel Vilariño si trovano nelle grandi collezioni dei più prestigiosi musei e centri d’Arte, come il Reina Sofia di Madrid, la Collezione Coca-Cola o il Museo d’Arte Contemporanea Unione Fenosa de La Coruña.