Daniel Buren (1938)
París


Uno degli artisti di maggior risalto del panorama artistico attuale, strettamente legato ai propositi dell’Arte concettuale. La sua opera cerca di trasmettere un´atmosfera di grande distacco e impersonalità, utilizzando a questo scopo, in modo sistematico, bande verticali di materiali differenti ma sempre dello stesso spessore: esattamente 8,7 centimetri.
Daniel Buren ha girato il mondo intero immagazzinando critiche ed esiti in parti uguali. Abituato alla polemica, lui stesso dice di sentirsi “blindato” di fronte a qualunque tipo di attacco e va avanti con un´attività plastica che si confronta con le istituzioni e gli ambienti artistici convenzionali.
Iniziò la sua formazione nella École des Métiers d´Art, continuando con una breve tappa nella École National Supérieure de Beaux Arts. Esplora tutte le discipline, dalla pittura al cinema, ed è a partire dal 1965 quando concentra il suo lavoro nella ripetizione delle famose linee verticali, con le quali cerca di impressionare lo spettatore nello stesso tempo in cui riduce gli elementi visuali al livello minimo d´espressione.
È dal 1970 quando applica questo linguaggio ossessivo alla produzione di istallazioni, non avendo nessun dubbio nell´intervenire in spazi pubblici senza permesso alcuno, e ciò gli procurerà problemi con la polizia in più di un´occasione. Buren è senza dubbio uno dei predecessori più solidi dell’Arte di Strada.
Nel 1975 inizia una nuova fase nella quale crea le sue opere nello stesso spazio in cui saranno esposte. Si tratta d’istallazioni strettamente legate all’architettura ed all´intorno paesaggistico e le chiama “cabane eclatée”. Alcuni di questi lavori danno luogo a violente dispute per strada e nei mezzi di comunicazione, come successe nel 1986 con “Deux Plateaux”, un´ istallazione di 3000 metri quadri con la quale intervenne in uno dei patii del Palais-Royal di Parigi. Il venerabile edificio del XVII secolo, che fece costruire il cardinale Richelieu, si vide invaso da decine di colonne di dimensioni differenti, che Daniel Buren ricoprì con le sue caratteristiche righe bianche e nere. Quest’opera che quasi fece dimettere il ministro della Cultura, possiede adesso la dichiarazione di Monumento Nazionale.
Tra le ultime produzioni dell’artista vi è un’altra istallazione che sta al punto di convertirsi in uno dei simboli di Bilbao: un gigantesco arco rosso a cavallo del ponte che attraversa il fiume di fronte al Museo Guggenheim.
L’opera di Daniel Buren è stata esposta in istituzioni tanto prestigiose come il Centro Pompidou di Parigi, la Jerusalem Foundation o il Guggenheim di New York. Sono molto pochi quelli che ormai discutono la sua portentosa capacità per trasformare l’ambiente urbano, creando Arte nei modi più inverosimili. Buren è, per proprio diritto, uno dei grandi maestri dell’Arte Contemporanea.